Elsa Morante cronache cinematografiche del 1950-1951

Studiare Elsa Morante inter artes: le cronache cinematografiche del 1950-1951



Una delle più fertili prospettive di ricerca che si aprono su un’autrice ormai canonizzata e, quindi, molto studiata come Elsa Morante è senza dubbio quella dell’indagine in chiave intermediale, da rivolgersi in primo luogo alla complessa interdiscorsività inter artes che attraversa la sua opera. Numerosi sono infatti nei testi morantiani i riferimenti figurativi, teatrali, cinematografici, musicali, solo in piccola parte scandagliati dalla critica, al pari, del resto, dell’insieme di reminiscenze letterarie e culturali che compongono il suo stratificato sincretismo e attendono ancora una puntuale mappatura. Non è questa però l’unica linea di studio che si riconosce in una simile prospettiva; un secondo interessante ambito è offerto del doppio talento di Morante scrittrice e illustratrice di storie e filastrocche per l’infanzia – da La casina che non c’è più («Corriere de piccoli», 26 febbraio 1933) alle Bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina, apparse pressoEinaudi nel 1942 –, molto poco indagato dagli studiosi, che tuttora manifestano una persistente refrattarietà a prendere in esame il periodo giovanile di Morante.